Patagonia – Racconto esperienziale

Italia, 2025  

Quando mi sono messa a progettare questo evento – la mia prima esposizione pubblica del progetto ViaggiAnde – avevo due requisiti per la testa che non sapevo come soddisfare: volevo raccontare del viaggio (e del relativo libro), ma senza fare un’esposizione autoreferenziale; volevo che le persone si sentissero coinvolte nella narrazione, ma senza il disagio di dover essere forzatamente chiamate in causa.

Alla fine mi è uscito fuori il formato del racconto esperienziale: il pubblico seduto in cerchio/semicerchio, l’interazione con dettagli vividi e sensoriali, e l’idea virtuale che stessimo partendo tutti insieme per un’esplorazione della Patagonia, attraverso tre luoghi e tre incontri umani, con lo scopo di rispondere alla domanda “chi vive qui? e perché?”.

La serata è stata un grandissimo successo e io mi sono divertita un sacco. Mi rende molto orgogliosa il fatto che la parte “finale” con le domande del pubblico sia durata tanto quanto la mia esposizione.
Ringrazio tantissimo Luca, che ha organizzato l’intero evento fidandosi completamente di me, Francesca, che ha documentato con le foto, e il meraviglioso pubblico di Naggio (luogo per me del cuore) che ha partecipato.

When I set out to plan this event—my first public presentation of the ViaggiAnde project—I had two requirements in mind that I didn’t know how to satisfy: I wanted to talk about the trip (and the related book), but without creating a self-referential presentation; I wanted people to feel involved in the narrative, but without the discomfort of being forced into it.

Eventually, I came up with the format of experiential storytelling: the audience seated in a circle/semi-circle, the interaction with vivid and sensorial details, and the virtual idea that we were all setting off together on an exploration of Patagonia, through three places and three human encounters, with the aim of answering the question “Who lives here? and why?”.

The evening was a resounding success, and I had a blast. I’m very proud that the “final” part with questions from the audience lasted as long as my presentation.
I’m so grateful to Luca, who organized the entire event, trusting me completely; to Francesca, who documented it with photos; and to the wonderful audience from Naggio (a place dear to my heart) who attended.

Quando mi sono messa a progettare questo evento – la mia prima esposizione pubblica del progetto ViaggiAnde – avevo due requisiti per la testa che non sapevo come soddisfare: volevo raccontare del viaggio (e del relativo libro), ma senza fare un’esposizione autoreferenziale; volevo che le persone si sentissero coinvolte nella narrazione, ma senza il disagio di dover essere forzatamente chiamate in causa.

Alla fine mi è uscito fuori il formato del racconto esperienziale: il pubblico seduto in cerchio/semicerchio, l’interazione con dettagli vividi e sensoriali, e l’idea virtuale che stessimo partendo tutti insieme per un’esplorazione della Patagonia, attraverso tre luoghi e tre incontri umani, con lo scopo di rispondere alla domanda “chi vive qui? e perché?”.

La serata è stata un grandissimo successo e io mi sono divertita un sacco. Mi rende molto orgogliosa il fatto che la parte “finale” con le domande del pubblico sia durata tanto quanto la mia esposizione.
Ringrazio tantissimo Luca, che ha organizzato l’intero evento fidandosi completamente di me, Francesca, che ha documentato con le foto, e il meraviglioso pubblico di Naggio (luogo per me del cuore) che ha partecipato.